"Playing Identities". Il Progetto
Le « Tout-Monde », c’est le monde actuel tel qu’il est dans sa diversité et dans son chaos.
Pour moi, le chaos n’est pas seulement le désordre,
mais c’est aussi l’impossibilité de prévoir et de régir le monde.
La relation signifie un rapport de transversalité et non pas de causes à effets”
Edouard Glissant
Pour moi, le chaos n’est pas seulement le désordre,
mais c’est aussi l’impossibilité de prévoir et de régir le monde.
La relation signifie un rapport de transversalité et non pas de causes à effets”
Edouard Glissant
Il Progetto Europeo “Playing Identities” intende indagare sulla scena e nell’ambito della ricerca scientifica il concetto di “creolizzazione”: una specifica modalità di trasformazione socio-culturale che, nell’incontro, mette in gioco le identità.
In un momento in cui l'immigrazione è vista sempre più come una minaccia per gli “autoctoni” e l'identità diviene la posta in gioco politica e sociale nei fenomeni di incontro culturale, “Playing Identites” spinge ad aprire una prospettiva differente: leggere la società odierna come un 'Tout-Monde', un sistema dinamico di interazioni complesse e imprevedibili in cui il valore dell'incontro con l'Altro non è nel mero scambio di saperi, né in un semplice rispetto, ma consiste nel processo attraverso cui le identità stesse vengono smontate e ricostruite.
Questa visione, ispirata alla poetica di E. Glissant, viene applicata a due diversi processi e ambiti di creazione che coinvolgono sia accademici che artisti. Da un lato il Teatro, in cui artisti di diverse origini e esperienze culturali sono costretti alla collaborazione e alla negoziazione di codici espressivi, pratiche e significati. Dall'altro le Scienze Umane e Sociali, con l'obiettivo di sviluppare nuovi strumenti concettuali e metodologici per l'analisi dei fenomeni di migrazione.
Associando le caratteristiche di questi due processi di creazione, puntiamo a dimostrare le potenzialità di un approccio “creolizzante” per sperimentare e raccontare le dinamiche interculturali, per favorire l'integrazione culturale e sociale europea.
IL CONCETTO DI “CREOLIZZAZIONE”
Il progetto Europeo “Playing Identities: Migrazione, Creolizzazione, Creazione” intende testare nella pratica teatrale il concetto di “creolizzazione”, ovvero sia il processo attraverso cui qualcosa diviene “creolo”.
Sviluppata dapprima nella linguistica e nell'antropologia sociale, l'idea di creolizzazione riguarda questioni culturali di ordine comunicativo. Lo sviluppo delle lingue creole ha luogo all'interno di un contesto di contatto e interazione tra differenti culture, comunità o gruppi sociali, caratterizzati da differenze di status (potere economico e politico). Le lingue creole creano una nuova sintassi ed una nuova grammatica che sono autonome da quelle delle lingue originali.
La creolizzazione concerne principalmente le modalità attraverso cui una cultura subalterna utilizza e ricontestualizza codici esistenti appartenenti alla cultura dominante con cui è in contatto. Una cultura creola è dunque spesso una cultura della rivendicazione, sia essa sociale, politica o culturale. I processi di creolizzazione riguardano quindi la costruzione di un'identità individuale o di gruppo. I contesti di immigrazione sono il luogo in cui più facilmente si può verificare una creolizzazione, dal momento che è in questi contesti che nasce con più urgenza la necessità di sviluppare un codice condiviso di comunicazione. In questo senso, i processi di creolizzazione sono esattamente l'opposto dei cosiddetti “processi di integrazione”. Questi ultimi, infatti, mirano al controllo dei fenomeni sociali di contatto: tentano di imporre una omologazione per creare equivalenza tra termini comparabili appartenenti a sistemi culturali differenti. La creolizzazione, al contrario, mostra in tutto ciò che produce la fatica della traducibilità, conservando i segni e le tracce delle distanze culturali e delle identità attraversate. La creolizzazione non ha un bersaglio definito, ma è il risultato di un continuo processo di interazione strategica.
La creazione artistica è il luogo più adatto per riprodurre un processo di creolizzazione, nella misura in cui essa miri alla costituzione di un sistema di mezzi espressivi che riorganizzino o reinterpretino le regole di precedenti atti creativi. Ne consegue, inoltre, che in un contesto di creolizzazione la “creatività” non è più una qualità della visione dell'artista o dell'autore, ma una qualità prodotta dal processo stesso. In questo progetto, l'idea artistica dovrà “migrare” attraverso differenti paesi dell'Unione Europea, adattandosi e modificandosi lungo il percorso.
In tale contesto, possiamo individuare due momenti di creolizzazione artistica. Il primo si situa nel processo di creazione in cui l'autore si confronta con il suo nuovo ambiente. Il secondo momento è quello della performance e del cambiamento di prospettiva che essa provoca nel pubblico.
La creazione artistica è sempre un processo “creolo”, in quanto riorganizza i mezzi espressivi in un ordine inatteso. Nel processo di creazione teatrale che proponiamo, ciascun intervento dei partecipanti alla performance si mescola con l'idea dell'autore, nascondendo e trasformando gradualmente i segni della sua identità artistica originale. Il ruolo dell'artista o artisti da selezionare non sarà quello di imporre la propria “visione artistica”, ma di mediare tra l'idea iniziale, le idee degli artisti locali e le condizioni del luogo in vista delle differenti performance. L'artista non dovrà puntare ad “essere creativo”, quanto piuttosto a “familiarizzarsi” con le condizioni locali e a confrontarsi con l'ambiente che lo ospita. In questo senso, la performance teatrale creola va pensata come qualcosa che riguarda il processo di messa in scena stesso oltre che i contenuti messi in scena.
Se consideriamo più da vicino il significato della creolizzazione nella pratica teatrale, dovremmo immaginare qualcosa che sfida le forme istituzionali o classiche del linguaggio teatrale e coinvolge anche il pubblico in quanto partecipante alla costituzione e alla negoziazione del significato. Qualcosa che dovrebbe mirare ad influire sulla relazione tra scena e pubblico, tanto da provocare uno scambio tra le culture ed un cambiamento nella comprensione del pubblico.
Con “Playing Identities” speriamo di far sì che le identità coinvolte cambino grazie al loro mettersi in gioco.
In un momento in cui l'immigrazione è vista sempre più come una minaccia per gli “autoctoni” e l'identità diviene la posta in gioco politica e sociale nei fenomeni di incontro culturale, “Playing Identites” spinge ad aprire una prospettiva differente: leggere la società odierna come un 'Tout-Monde', un sistema dinamico di interazioni complesse e imprevedibili in cui il valore dell'incontro con l'Altro non è nel mero scambio di saperi, né in un semplice rispetto, ma consiste nel processo attraverso cui le identità stesse vengono smontate e ricostruite.
Questa visione, ispirata alla poetica di E. Glissant, viene applicata a due diversi processi e ambiti di creazione che coinvolgono sia accademici che artisti. Da un lato il Teatro, in cui artisti di diverse origini e esperienze culturali sono costretti alla collaborazione e alla negoziazione di codici espressivi, pratiche e significati. Dall'altro le Scienze Umane e Sociali, con l'obiettivo di sviluppare nuovi strumenti concettuali e metodologici per l'analisi dei fenomeni di migrazione.
Associando le caratteristiche di questi due processi di creazione, puntiamo a dimostrare le potenzialità di un approccio “creolizzante” per sperimentare e raccontare le dinamiche interculturali, per favorire l'integrazione culturale e sociale europea.
IL CONCETTO DI “CREOLIZZAZIONE”
Il progetto Europeo “Playing Identities: Migrazione, Creolizzazione, Creazione” intende testare nella pratica teatrale il concetto di “creolizzazione”, ovvero sia il processo attraverso cui qualcosa diviene “creolo”.
Sviluppata dapprima nella linguistica e nell'antropologia sociale, l'idea di creolizzazione riguarda questioni culturali di ordine comunicativo. Lo sviluppo delle lingue creole ha luogo all'interno di un contesto di contatto e interazione tra differenti culture, comunità o gruppi sociali, caratterizzati da differenze di status (potere economico e politico). Le lingue creole creano una nuova sintassi ed una nuova grammatica che sono autonome da quelle delle lingue originali.
La creolizzazione concerne principalmente le modalità attraverso cui una cultura subalterna utilizza e ricontestualizza codici esistenti appartenenti alla cultura dominante con cui è in contatto. Una cultura creola è dunque spesso una cultura della rivendicazione, sia essa sociale, politica o culturale. I processi di creolizzazione riguardano quindi la costruzione di un'identità individuale o di gruppo. I contesti di immigrazione sono il luogo in cui più facilmente si può verificare una creolizzazione, dal momento che è in questi contesti che nasce con più urgenza la necessità di sviluppare un codice condiviso di comunicazione. In questo senso, i processi di creolizzazione sono esattamente l'opposto dei cosiddetti “processi di integrazione”. Questi ultimi, infatti, mirano al controllo dei fenomeni sociali di contatto: tentano di imporre una omologazione per creare equivalenza tra termini comparabili appartenenti a sistemi culturali differenti. La creolizzazione, al contrario, mostra in tutto ciò che produce la fatica della traducibilità, conservando i segni e le tracce delle distanze culturali e delle identità attraversate. La creolizzazione non ha un bersaglio definito, ma è il risultato di un continuo processo di interazione strategica.
La creazione artistica è il luogo più adatto per riprodurre un processo di creolizzazione, nella misura in cui essa miri alla costituzione di un sistema di mezzi espressivi che riorganizzino o reinterpretino le regole di precedenti atti creativi. Ne consegue, inoltre, che in un contesto di creolizzazione la “creatività” non è più una qualità della visione dell'artista o dell'autore, ma una qualità prodotta dal processo stesso. In questo progetto, l'idea artistica dovrà “migrare” attraverso differenti paesi dell'Unione Europea, adattandosi e modificandosi lungo il percorso.
In tale contesto, possiamo individuare due momenti di creolizzazione artistica. Il primo si situa nel processo di creazione in cui l'autore si confronta con il suo nuovo ambiente. Il secondo momento è quello della performance e del cambiamento di prospettiva che essa provoca nel pubblico.
La creazione artistica è sempre un processo “creolo”, in quanto riorganizza i mezzi espressivi in un ordine inatteso. Nel processo di creazione teatrale che proponiamo, ciascun intervento dei partecipanti alla performance si mescola con l'idea dell'autore, nascondendo e trasformando gradualmente i segni della sua identità artistica originale. Il ruolo dell'artista o artisti da selezionare non sarà quello di imporre la propria “visione artistica”, ma di mediare tra l'idea iniziale, le idee degli artisti locali e le condizioni del luogo in vista delle differenti performance. L'artista non dovrà puntare ad “essere creativo”, quanto piuttosto a “familiarizzarsi” con le condizioni locali e a confrontarsi con l'ambiente che lo ospita. In questo senso, la performance teatrale creola va pensata come qualcosa che riguarda il processo di messa in scena stesso oltre che i contenuti messi in scena.
Se consideriamo più da vicino il significato della creolizzazione nella pratica teatrale, dovremmo immaginare qualcosa che sfida le forme istituzionali o classiche del linguaggio teatrale e coinvolge anche il pubblico in quanto partecipante alla costituzione e alla negoziazione del significato. Qualcosa che dovrebbe mirare ad influire sulla relazione tra scena e pubblico, tanto da provocare uno scambio tra le culture ed un cambiamento nella comprensione del pubblico.
Con “Playing Identities” speriamo di far sì che le identità coinvolte cambino grazie al loro mettersi in gioco.