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PLAYING IDENTITIES

Il progetto "Playing Identities. Migrazione, creolizzazione, creazione", finanziato dalla Unione Europea all'interno del Programma Cultura 2007-2013, si pone come obiettivo quello di interpretare i fenomeni di migrazione come esempi di creolizzazione.

Coordinato dalla Scuola Superiore Santa Chiara dell'Università degli Studi di Siena e condotto da una ampia partnership internazionale, l'aspetto originale di questo progetto consiste nell'intuizione di prendere a prestito la visione poetica della creolizzazione sviluppata da Edouard Glissant ed applicarla a due distinti processi di creazione.
Da un lato abbiamo le Arti Performative, e più nello specifico il teatro, al fine di produrre una serie di performance nelle quali artisti con formazioni culturali differenti siano costretti alla negoziazione di codici espressivi, pratiche e significati.

Dall'altro lato, la ricerca interdisciplinare nelle scienze umane e sociali al fine di sviluppare nuovi strumenti concettuali e una cornice analitica integrata per l'analisi dei fenomeni di migrazione.

 Playing Identities al Festival Voci di Fonte di Siena

Dal 18 al 24 giugno l'evento finale di Playing Identities sarà ospitato da uno dei suoi partner, il Festival di Siena "Voci di Fonte".

Ricchissimo il numero di iniziative attivate dal progetto, ad iniziare dalla  messa in scensa del ciclo completo delle performance creole. Inoltre, la mostra di Daniela Neri "Playingidentities/Creolimage" accompagnerà negli stessi spazi gli spettatori attraverso un viaggio per immagini lungo le tappe del progetto, permettendo allo sguardo di farsi testimone dei processi di creolizzazione.
Infine, il seminario/conferenza di presentazione dei risultati finali della parte scientifica del progetto.

Per uno sguardo su tutti gli eventi del progetto nel festival, andate qui.

 

Creole Performance Cycle

Uno degli aspetti più interessanti del progetto "Playing Identities" è la volontà di considerare l'oggetto artistico non tanto in sé, nelle sue qualità intrinseche quali appaiono nel momento della sua messa in scena, quanto di osservare e analizzare il processo della sua creazione, del suo sviluppo. Ciò che più interessa e affascina, infatti, è proprio il movimento attraverso cui il progetto iniziale,  "L'Ala", vincitore del Creole Performance Prize, diviene qualcosa d'altro nel momento in cui si incontra con le esigenze e le differenti storie dei gruppi teatrali che lavorano con Balletto Civile nelle varie tappe del progetto. Ogni tappa, dunque, più che offrire una performance in sé conclusa, diviene l'occasione per entrare nel laboratorio in cui questa si produce, nell'incontro-scontro tra istanze e percorsi artistici differenti. Per questo motivo il Diario del creole performance cycle, in cui attraverso la parola e l'immagine si cerca di rendere conto del lavoro svolto in ogni tappa, è uno strumento fondamentale per gli obiettivi artistici e teorici che il progetto si pone.

Tappa polacca del ciclo (marzo 2011)

La quinta tappa del Creole Performance Cycle domenica 27 marzo al Poleski Ośrodku Sztuki di Łódź.
Balletto Civile, con il sostegno di POS e AHE, e con Iga Załęczna, Julia Jakubowska, Łucja Herszkowicz, Łukasz Michalak.


Mettendo in parallelo le caratteristiche dei due processi di creazione - il primo inteso come una costituzione interculturale dell'identità, il secondo come un'elaborazione interdisciplinare di una metodologia analitica - ci aspettiamo di indicare le potenzialità di un approccio creolizzato in vista di una migliore comprensione delle dinamiche interculturali.